Campeggio: o lo ami o lo odi

Il campeggio, però o lo ami o lo odi. Non ci sono vie di mezzo. Con sacco a pelo e zaino in spalla in piena libertà. In giro per l’Europa, in montagna o al mare. Oppure con carrello, televisore e frigorifero, è la vacanza ideale che piace a grandi e piccini. E nonostante le offerte last minute in alberghi da mille e una notte e le crociere da sogno a prezzi contenuti, il campeggio sembra non passare mai di moda, per una parte degli italiani. Stare a contatto con la natura, liberi da ogni vincolo e a costi abbordabili: ecco i principali motivi che rendono questo tipo di vacanza così apprezzato.

Per la statistica, il 41% ha dichiarato di essere tornato in campeggio diverse volte nella vita, il che lascia presumere una propensione per questo tipo di soggiorno avventuroso. Non sembra pensarla allo stesso modo quel 27% che ammette di aver provato una volta e di non voler ripetere l’ebbrezza della vacanza all’aria aperta. Un rammaricato 15% non vede l’ora, invece, di toccare con mano la vita in piena libertà che solo una tenda può garantire.

In questo periodo di ristrettezze, chi non vuole rinunciare alla sacrosanta vacanza, la maggior parte, sceglie il campeggio per una questione economica (32%). Il 27%, appena iniziano le ferie, sgancia l’orologio e sceglie di vivere, almeno per questi pochi giorni l’anno, libero da orari e vincoli di ogni genere, cosa assolutamente impensabile in albergo. Un bucolico 24% non desidera altro che immergersi nel verde per vivere allo stato brado, mentre il 29%, colpito da un attacco di estrema nostalgia, sceglie questa vacanza in memoria delle prime gite con gli amici.

Ci sono, però, degli aspetti che comunque vanno valutati: secondo il sondaggio di www.chiarezza.it, il 49% detesta il fatto di condividere il bagno – è comprensibile – con centinaia di sconosciuti, mentre il 32%, nonostante scelga una vacanza all’aperto, si terrorizza al solo pensiero di incontri ravvicinati con insetti e animali – cosa alquanto probabile quando se si decide di stare in mezzo alla natura. Come può essere poco desiderabile il risveglio in tenda (27%), quando dopo una certa ora della mattina si trasforma in una fornace, se si è persa la lotta per la conquista della piazzola all’ombra.

Una via di mezzo può essere il bungalow, scelto da quasi la metà (49%) degli intervistati Grande fascino non smette di esercitare la forma più rude del campeggio (39%): tenda e sacco a pelo sotto un cielo stellato. Il 27% ama l’idea di portare sempre con sé casa ed effetti personali macinando chilometri a bordo di un camper.

«Spesso la scelta del campeggio trova una motivazione economica: si cerca di risparmiare sui bisogni primari ed è giusto farlo anche per spese non strettamente necessarie come le vacanze», ha dichiarato Gianni Tofanelli, responsabile Relazioni Esterne di www.chiarezza.it.

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